Ultime Notizie:

MICAM Milano, l’opening celebra il patrimonio culturale della manifattura italiana

14 Settembre 2026

In evidenza una foto di Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, e Ceolini, presidente di MICAM e Assocalzaturifici

Non è soltanto una questione di prodotto. Dietro una scarpa italiana ci sono gesti, competenze, territori, conoscenze tramandate e una cultura del fare che attraversa generazioni. È da questa consapevolezza che ha preso il via ieri 13 settembre, a Rho Fiera Milano, la 102ª edizione di MICAM Milano, inaugurata nel segno del patrimonio culturale della manifattura italiana.

Un patrimonio che non appartiene soltanto al passato. Al contrario, continua a vivere nelle imprese, nei distretti produttivi e nelle persone che ogni giorno trasformano il sapere artigianale e industriale in prodotto, confrontandosi con innovazione, nuovi mercati e trasformazioni profonde del sistema moda.

La manifattura come cultura

Il tema scelto per l’opening – “Il patrimonio culturale della manifattura italiana: sapienza collettiva che diventa prodotto” – mette così al centro una domanda sempre più attuale: come si conserva un sapere senza renderlo immobile?

La risposta passa dalla capacità di far dialogare tradizione e innovazione. Ed è proprio questo il terreno sul quale si muove MICAM, manifestazione internazionale dedicata alla calzatura e punto di osservazione privilegiato sulle trasformazioni della filiera.

L’inaugurazione si è svolta all’interno di Fashion Link Milano, il progetto che riunisce MICAM Milano, MIPEL, Milano Fashion&Jewels, TheOneMilano e SIMAC Tanning Tech. Cinque manifestazioni che mettono in relazione mondi complementari della moda, degli accessori e della tecnologia, creando un ecosistema nel quale prodotto, competenze e mercato si incontrano.

Nel corso della cerimonia sono stati letti anche i messaggi del vice presidente del Consiglio Antonio Tajani e del Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, che hanno ribadito il ruolo della moda come componente strategica della manifattura italiana e come espressione di quel saper fare che continua a sostenere la forza dell’export nazionale.

Ai saluti istituzionali è intervenuta Elena Buscemi, presidente del Consiglio Comunale di Milano. La cerimonia si è quindi conclusa con il taglio del nastro delle cinque manifestazioni che compongono Fashion Link Milano.

Non una scarpa, ma tutto ciò che c’è dietro

Il momento più significativo dell’opening ha riguardato però il percorso di candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, promosso da Assocalzaturifici e dalla presidente Giovanna Ceolini, alla guida anche di MICAM Milano.

Il progetto nasce da una prospettiva precisa: il valore da proteggere non è soltanto quello dell’oggetto finito, ma soprattutto l’insieme di conoscenze, tecniche, pratiche e competenze che ne permettono la realizzazione. È una distinzione importante. Perché se una scarpa può essere conservata, fotografata o esposta, il sapere necessario per realizzarla rischia invece di disperdersi se non viene trasmesso. Il percorso UNESCO guarda quindi ai territori, alle imprese e alle generazioni che hanno costruito nel tempo una delle espressioni più riconoscibili del made in Italy.

A sviluppare il tema sono stati Davide Rampello, docente universitario delle arti e dei mestieri, e Carlo Cambi, giornalista e scrittore. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Elena Lorenzini, vice capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del made in Italy. Un ulteriore passaggio è arrivato con la nomina di Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, alla presidenza del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura.

Il futuro del made in Italy passa dalla trasmissione

Il punto, oggi, non è semplicemente celebrare una tradizione. È capire come renderla contemporanea.

“Il patrimonio manifatturiero non è soltanto ciò che abbiamo ereditato, ma ciò che siamo in grado di trasmettere e far evolvere”, ha sottolineato Giovanna Ceolini, presidente di MICAM e Assocalzaturifici.

Il percorso UNESCO, ha spiegato, nasce dalla volontà di riconoscere il valore di competenze e conoscenze ancora vive nei territori e nelle imprese, chiamate a confrontarsi con il mercato, l’innovazione e le nuove generazioni. Una prospettiva condivisa anche da Giovanni Bozzetti, presidente del Comitato Sostenitori, secondo cui la candidatura rappresenta un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del made in Italy.

La frase che meglio sintetizza questa visione è forse proprio la sua: “Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche” che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura.

È qui che il tema del patrimonio diventa anche una questione di futuro. Perché salvaguardare una competenza significa creare le condizioni perché possa continuare a essere appresa, reinterpretata e utilizzata. Significa fare in modo che la tradizione non diventi una fotografia del passato, ma una risorsa produttiva e culturale ancora capace di generare valore.

MICAM apre una nuova stagione

Con l’opening di ieri prende ufficialmente il via l’edizione di settembre di MICAM Milano e, insieme, il nuovo appuntamento di Fashion Link Milano.

Cinque manifestazioni, altrettanti comparti e un’unica filiera sempre più interconnessa: moda, calzatura, accessori e tecnologia si incontrano a Fiera Milano in un momento nel quale il made in Italy è chiamato non soltanto a competere sui mercati internazionali, ma anche a raccontare ciò che lo rende riconoscibile.

E il messaggio emerso dall’apertura di MICAM è chiaro: il vero patrimonio della manifattura italiana non è soltanto ciò che produce, ma il sapere che rende possibile produrlo. È questo sapere – umano, territoriale e collettivo – che oggi MICAM porta sotto i riflettori.

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo su

NEWSLETTER
Ricevi la nostra newsletter con le top
news della settimana.
Iscriviti ora