In evidenza una foto di Sarah Jessica Parker, Craig Blankenhorn – HBO – Courtesy of Moncler
Ci sono città che diventano semplicemente una destinazione. E poi ci sono quelle che entrano nell’immaginario di un brand fino a diventarne parte integrante. Per Moncler, New York è da tempo entrambe le cose. Una presenza costante, fatta di incontri, collaborazioni, immagini e momenti capaci di raccontare l’evoluzione della maison attraverso lo sguardo di una delle città più riconoscibili al mondo.
È da questa relazione che nasce “New York in Moncler”, il progetto con cui la maison celebra oltre vent’anni di storia condivisa con la Grande Mela.
Dal 9 al 13 settembre, la mostra prenderà forma nella Vanderbilt Hall di Grand Central Terminal e, allo stesso tempo, si distribuirà in diversi luoghi della città. Non un’esposizione confinata a uno spazio, dunque, ma un racconto che sceglie di muoversi insieme a New York e di lasciarsi attraversare dalla sua energia.
Una città come scenografia
Il progetto raccoglie una selezione di fotografie che ripercorrono momenti, collaborazioni e scambi culturali costruiti nel corso di più di due decenni. Grand Central Terminal, Central Park, Chelsea Piers e altri luoghi simbolo diventano così parte di una narrazione che mette in dialogo il linguaggio di Moncler con quello, imprevedibile e stratificato, di New York.
Il punto di partenza è proprio l’incontro tra due mondi apparentemente lontani: la neve e i grattacieli, la montagna e l’asfalto, l’heritage outdoor della maison e la continua trasformazione della metropoli. Un contrasto che nel tempo si è trasformato in un’identità condivisa.
Volti, luoghi e cultura pop
A rendere ancora più personale questo viaggio sono i protagonisti che hanno attraversato la storia di Moncler a New York.
Tra gli scatti compaiono Spike Lee, Sarah Jessica Parker, Tobe Nwigwe e Vittoria Ceretti, insieme a una serie di immagini che restituiscono il carattere multiculturale e creativo della città.
A completare il progetto arriva anche un corto dedicato alla relazione tra Moncler e New York, pubblicato in occasione della mostra. A raccontarne la storia è Alicia Keys, artista newyorkese e friend of the house, la cui voce accompagna un racconto fatto di memoria, persone e luoghi.
Il nuovo indirizzo sulla Fifth Avenue
La celebrazione non si ferma alla mostra. A pochi passi da Grand Central Terminal, sulla Fifth Avenue, Moncler inaugura infatti il più grande flagship store mai realizzato dalla maison. Il nuovo spazio rappresenta la naturale estensione di un rapporto che dura da decenni: se la mostra guarda alla memoria e agli episodi che hanno costruito questa relazione, il flagship guarda invece al futuro.
New York torna così a essere, ancora una volta, un laboratorio per Moncler. Una città in cui moda, arte, cultura e intrattenimento convivono e dove il brand può continuare a costruire il proprio racconto attraverso esperienze che vanno oltre il prodotto.
“New York in Moncler” diventa così qualcosa di più di una mostra: è un omaggio a una città e, insieme, la celebrazione di una relazione che continua a evolversi.