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Seilati, la borsa come memoria

30 Settembre 2026
Scritto da Valeria Oneto

Una borsa può essere molto più di ciò che mostra. Può custodire oggetti, gesti, ricordi e una parte della persona che la porta. È da questa idea che nasce Seilati, brand di borse artigianali made in Italy fondato da Patrizia Almonti, artista e designer con una ricerca maturata nel mondo della porcellana e una passione per la moda che la accompagna da sempre. Il progetto nasce dall’incontro tra arte, materia e design e prende forma attraverso un linguaggio essenziale, intimo e consapevole.

Il debutto è affidato a Iconica, primo modello del brand. Una silhouette rigorosa, quasi architettonica, costruita attorno all’esagono, segno distintivo di Seilati, che una volta aperta rivela un interno fatto di colore, disegno e illustrazione. Le fodere, nate dalla ricerca artistica di Almonti, diventano così una sorpresa privata, mentre pellami, colori, chiusure e proporzioni permettono di costruire una borsa personale. Realizzata artigianalmente in Italia e prodotta su richiesta o in quantità limitate, Iconica racconta un’idea di lusso legata alla scelta, alla cura e al tempo necessario per creare qualcosa destinato a durare.

Da dove nasce Seilati? Qual è stata l’intuizione che ti ha portata a creare un nuovo brand di borse e quanto della tua storia c’è oggi nel progetto?

Seilati nasce dall’incontro tra la mia ricerca artistica e una passione per la moda che mi accompagna da sempre. Nel lavoro con la porcellana ho sviluppato una grande attenzione al dettaglio e, soprattutto, il desiderio di mettere in discussione i limiti della materia. Ho cercato per anni di rendere mobile ciò che per natura immaginiamo fragile e statico, facendolo dialogare con legno, metalli, arredi e installazioni. La moda, invece, l’ho sempre vissuta come una forma di espressione personale, non come qualcosa da seguire. La borsa è arrivata nel punto d’incontro tra questi due mondi: un oggetto da progettare con precisione, ma destinato poi a diventare parte della vita di qualcuno.

Il nome Seilati ha un significato particolare?

Seilati nasce da un pensiero linguistico e simbolico. La radice è il numero sei, quindi l’esagono: una forma perfetta che racchiude equilibrio, razionalità e natura e che ritroviamo anche nella struttura dell’alveare. Nel nome convivono però anche altri significati: “sei la” come presenza e “sei” come relazione e appartenenza. Lo abbiamo scelto proprio per questa ambiguità, per la musicalità e per la capacità di evocare senza spiegare tutto. L’esagono è poi diventato uno dei segni del brand e ritorna anche nella progettazione di Iconica.

Parlate della borsa come di un oggetto capace di custodire memoria. Che cosa significa per te?

Penso alla borsa di una madre o di una nonna. A quegli oggetti che, quando li ritrovi, sembrano conservare qualcosa della persona che li ha portati. Una borsa vive continuamente tra una dimensione pubblica e una privata. Fa parte del modo in cui ci presentiamo agli altri, ma dentro custodisce cose piccole e intime: un fazzoletto profumato, un rossetto, una caramella per un bambino. Con il tempo raccoglie anche altro: viaggi, giornate, persone, momenti. Per me custodire memoria significa questo: creare qualcosa che possa attraversare il tempo insieme a chi lo porta.

Iconica è il primo modello del brand. Perché hai scelto di partire proprio da questa borsa?

Per me, la borsa è un oggetto molto particolare: è visibile agli altri ma custodisce una parte privata della nostra vita. In pochi accessori convivono così chiaramente identità e intimità. Per questo volevo partire da una forma con un carattere preciso. Iconica nasce dall’esagono come principio di equilibrio naturale, tradotto in un linguaggio essenziale, moderno, quasi architettonico. Ha una linea rigorosa, con un accenno rétro, ma una presenza immediatamente riconoscibile. Poi si apre e cambia registro. La fodera porta colore, disegno e arte in una parte della borsa che appartiene soprattutto a chi la possiede, quasi un piccolo regalo privato. Questo contrasto tra ciò che si mostra e ciò che si custodisce è forse il tratto che racconta meglio Seilati.

Personalizzazione e attesa sono due parole chiave del progetto. Quanto conta oggi poter scegliere come sarà il proprio oggetto?

La personalizzazione per noi è parte di un’idea più ampia: riportare valore alla scelta e alla qualità dell’oggetto. Con Iconica si scelgono dimensione, chiusura, pelle, fodera e cifratura. Solo dopo la borsa viene realizzata. Ci interessa recuperare anche il senso di un’attesa giusta: il tempo necessario perché qualcosa venga fatto bene e per te. Un po’ come accadeva con un abito dal sarto, quando prima si sceglieva e poi si aspettava che quell’oggetto prendesse forma. In un mondo abituato alla disponibilità immediata, anche questo tempo torna ad avere un valore. Scegliere una Seilati non è quindi un semplice acquisto, ma il regalarsi un’esperienza.

Le fodere illustrate sono uno degli elementi più sorprendenti di Iconica. Come nasce quest’idea?

Le fodere fanno parte direttamente della mia direzione artistica di Seilati e nascono dal mio percorso precedente. Alcuni disegni sono recenti, altri derivano da opere realizzate negli anni. La scelta di portarli all’interno è stata precisa. Fuori volevo una forma pulita e controllata. Dentro potevo lasciare più spazio al colore, al segno, all’immaginazione. E mi piace che questa parte non sia immediatamente visibile. Si scopre soltanto aprendo la borsa e appartiene prima di tutto a chi la sceglie.

La cerniera esagonale in ottone è stata sviluppata in oltre due anni. Quanto è stato complesso trasformare Iconica dall’idea al prodotto finito?

È stato un processo lungo e difficile, perché abbiamo scelto di non adattare il progetto alle soluzioni già disponibili quando non erano quelle giuste. La cerniera esagonale è l’esempio più evidente: una cerniera a 360 gradi in ottone galvanizzato oro, progettata appositamente per Seilati e sviluppata attraverso oltre due anni di prove e correzioni. Lo stesso approccio ha riguardato la struttura termoformata, le proporzioni e molti aspetti costruttivi. Per me la qualità nasce soprattutto qui: dall’attenzione per ogni elemento, anche il più piccolo.

Quale futuro immagini per Seilati?

Vorrei che Seilati riportasse al centro il valore dell’oggetto ben pensato e ben fatto. Un oggetto che non nasce per seguire il ritmo di una stagione, ma per avere una propria identità, durare nel tempo e diventare personale attraverso chi lo sceglie. Il futuro del brand lo immagino così: pochi prodotti, sviluppati quando c’è davvero qualcosa da aggiungere, con la stessa attenzione alla forma, ai materiali, alla costruzione e alla possibilità di farli propri. Mi piacerebbe che Seilati fosse riconoscibile senza bisogno di ostentarsi. Che avesse carattere, ma lasciasse sempre spazio alla persona che lo indossa. Perché alla fine, per me, la raffinatezza non è mai nell’oggetto in sé, ma sempre nell’incontro tra quell’oggetto e chi lo sceglie.

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