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Grande successo per il taglio del nastro di Keqiao a White Milano: Andrea Li, “Siamo un ponte tra Cina e Italia”

30 Settembre 2026
Scritto da Micaela Panzini

In evidenza: Keqiao Opening Ceremony White, from left T. Xinyong, S. Weigang, M. Basili, M. Cacucci, B. Bellei, J. Yao, M.Boselli, M. Griguolo, T. Ke, A. Zhou, M.Yutao

Il rapporto tra Italia e Cina passa anche dalla moda, dalla creatività e dalla capacità di trasformare una solida tradizione manifatturiera in una nuova identità internazionale. È questo il messaggio emerso dal taglio del nastro del progetto Keqiao a White Milano, appuntamento che rinnova la collaborazione avviata nel 2023 tra il distretto cinese dello Zhejiang e Milano.

Una presenza che, anno dopo anno, punta a superare la tradizionale dimensione della produzione tessile per raccontare al pubblico internazionale un ecosistema fatto anche di ricerca, design, creatività e brand.

A guidare la delegazione istituzionale di Keqiao è stato Jing Yao, district mayor of People’s Government of Keqiao District (Shaoxing). All’evento del 24 settembre hanno preso parte, tra gli altri, il Cav. Lav. Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina, Brenda Bellei, ceo di White Milano, Maira Cacucci, consigliere di Regione Lombardia, Maura Basili, presidentessa di Camera Buyer, e Marco Griguolo, consigliere delegato alle Infrastrutture di Città Metropolitana di Milano.

Al centro dell’iniziativa, la presentazione a White Milano di 15 brand: ALBERTO ZAMBELLI, ANGELO, BENSEN, DAVII POET, GUYUANDAI, MASSIMO FORONI, MASTROVITO, OLIVA, PUREMONO, RAVLVMONO, LIUHONGCHAO, SANCAILIYI, SAYAANNO, TAYUNGUAN e YINAN GROUP.

Jing Yao, district mayor of People’s Government of Keqiao District

Tra i creative designer italiani presentati da Keqiao spicca Massimo Foroni, che debutta a White Milano con il suo brand omonimo all’interno dello spazio espositivo del distretto cinese. Un esordio che racconta concretamente la nuova direzione della collaborazione tra Keqiao e Milano: un incontro tra eccellenza manifatturiera italiana, ricerca tessile cinese e una visione sempre più internazionale della moda.

Massimo Foroni, designer italiano

Il progetto nasce dalla collaborazione con VDS Italia, che ha creduto nella creazione del nuovo marchio affidandosi all’esperienza internazionale del designer, maturata in 18 anni all’interno della maison Gianfranco Ferré e in oltre 12 anni di attività diretta sul mercato cinese.

La collezione di Foroni interpreta questo percorso attraverso un dialogo tra sartorialità occidentale e suggestioni orientali, con silhouette costruite, volumi geometrici e morbidi, tessuti pregiati, jacquard e superfici lavorate. Una visione contemporanea dell’eleganza, pensata per una donna consapevole e internazionale, che trova proprio nello spazio di Keqiao un contesto ideale per esprimere il legame tra creatività italiana e capacità produttiva cinese.

FW 26 Massimo Foroni

La presenza di Foroni rappresenta così uno degli esempi più concreti di quella trasformazione che Keqiao sta portando avanti: non più soltanto un grande polo tessile, ma un interlocutore capace di dialogare con designer, brand e creatività internazionali, utilizzando Milano come piattaforma per costruire nuove connessioni con i mercati globali.

Dal tessile alla creatività

Per comprendere la direzione di questo percorso, è significativo il punto di vista di Andrea Li, project manager di Keqiao Italia, che descrive la collaborazione con White Milano come una vera evoluzione rispetto al ruolo tradizionalmente associato al distretto.

“Keqiao ha una struttura e una filiera tessile molto sviluppata. Come ci ricordava spesso il Cav. Boselli, la forza dell’Italia e dei suoi brand famosi nasce anche dalla presenza di un’industria tessile che li sostiene. Keqiao vuole fare la stessa cosa: non vuole essere conosciuta soltanto per i suoi tessuti, ma vuole comunicare questa evoluzione al resto del mondo”. – spiega Li.

Andrea Li, project manager di Keqiao Italia

Da qui la scelta di Milano e, in particolare, di White come piattaforma per raccontare una nuova fase del distretto.

“Quale vetrina migliore se non White, dove c’è anche creatività dietro la produzione?”, sottolinea Li.

Il passaggio è quindi da una logica prevalentemente industriale a una dimensione più ampia, nella quale il tessuto diventa parte di un racconto che comprende identità, progettazione e stile.

Un ponte tra due mondi

È proprio il concetto di ponte a sintetizzare, nelle parole di Andrea Li, il ruolo di Keqiao all’interno del progetto.

“Un ponte, un ponte che collega Milano e Keqiao”.

Una definizione semplice, ma che racchiude la filosofia della collaborazione: mettere in relazione due realtà con competenze e patrimoni differenti, creando occasioni di confronto e nuove possibilità di sviluppo.

Da una parte Milano, capitale internazionale della moda e luogo privilegiato per la creatività, il design e il sistema dei brand; dall’altra Keqiao, uno dei principali poli tessili cinesi, forte di una filiera industriale e tecnologica consolidata.

L’obiettivo non è soltanto presentare prodotti sul mercato italiano, ma costruire un dialogo capace di mettere in relazione know-how sartoriale, ricerca tessile, tecnologia, design e capacità produttiva.

White Milano come piattaforma internazionale

La scelta di White assume in questo contesto un significato preciso. Per Keqiao, la manifestazione rappresenta uno spazio nel quale incontrare il sistema della moda internazionale e presentare una nuova generazione di realtà creative.

“Sicuramente una posizione importante”, osserva Li, riferendosi al ruolo di White Milano, “visto che White Milano è uno degli eventi, se non l’evento più importante”.

La presenza a Milano diventa così parte di una strategia più ampia: utilizzare la capitale italiana della moda come punto di incontro tra la dimensione industriale e quella creativa, favorendo la conoscenza dei brand di Keqiao presso buyer, operatori e professionisti internazionali.

Il successo? È già iniziato

E quali sono, allora, i risultati che Keqiao considera significativi per questa edizione? La risposta di Andrea Li arriva senza esitazioni: “Abbiamo già avuto un grande successo. Avete visto stamattina: per noi è già un successo”.

Un’affermazione che restituisce il valore attribuito non soltanto ai risultati commerciali, ma anche alla partecipazione, all’interesse suscitato e alla possibilità stessa di consolidare una relazione tra due ecosistemi della moda.

Il progetto Keqiao a White Milano si inserisce dunque in un percorso che guarda oltre la singola manifestazione. L’obiettivo è costruire progressivamente una presenza internazionale capace di raccontare la trasformazione di un grande distretto tessile e, allo stesso tempo, creare nuove occasioni di collaborazione con il sistema italiano.

L’incontro tra Keqiao e Milano diventa così un laboratorio di contaminazione tra manifattura e creatività, tecnologia e design, tradizione e innovazione. Due patrimoni industriali e culturali differenti che, attraverso la moda, trovano un linguaggio comune. E Milano, ancora una volta, si conferma il luogo nel quale questo dialogo può essere presentato a un pubblico internazionale.

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