Con B.GLAM, Blauer apre un nuovo capitolo nel womenswear e porta il proprio heritage tecnico in una dimensione più fashion, sofisticata e internazionale. Organza, taffetà, Swarovski, volumi e colore dialogano con i codici dell’outerwear, in un progetto pensato come laboratorio creativo e destinato a una distribuzione selezionata nei migliori multibrand internazionali.
Un’evoluzione che accompagna la crescita della donna all’interno del brand, oggi prossima a rappresentare la metà della main collection. In questa intervista, Blauer racconta la genesi di B.GLAM, il nuovo posizionamento e la strategia con cui intende sviluppare il womenswear senza perdere l’identità che ne ha definito il successo.
Ne abbiamo parlato con Enzo Fusco.

B.GLAM sembra segnare un cambio di passo per Blauer donna: non semplicemente una capsule più sofisticata, ma l’ingresso in una dimensione fashion e premium più internazionale. Quando avete capito che era arrivato il momento di fare questo salto e cosa vi ha spinto a farlo?
La crescita della donna all’interno di Blauer ci ha mostrato che era il momento di aprire una nuova conversazione. Oggi vale circa il 45% della main collection e l’obiettivo è arrivare al 50%. Abbiamo quindi scelto di creare una linea indipendente, capace di spingersi oltre sul piano fashion senza chiedere alla collezione principale di cambiare natura. B.GLAM nasce da qui: dall’esigenza di offrire una proposta più femminile e internazionale, con il nostro stesso patrimonio tecnico.
Il punto di partenza resta il mondo Blauer, fatto di performance, funzionalità e cultura outerwear, ma qui entra in gioco un linguaggio completamente diverso, fatto di organza, taffetà, Swarovski, volumi e colore. Quanto è difficile evolvere il dna di un brand senza snaturarlo?
È un equilibrio che richiede disciplina. La novità può essere molto visibile, ma deve avere una base riconoscibile: per B.GLAM sono le tasche, le coulisse, i volumi e l’attitudine outerwear di Blauer. Da lì possiamo intervenire con trasparenze, lucentezze e dettagli più couture. Se rimangono chiari i codici del prodotto, il brand può cambiare registro senza perdere la propria voce.
B.GLAM è pensata per una distribuzione selezionata nei best shop internazionali. È un progetto che nasce quindi anche con l’obiettivo di alzare la percezione di Blauer sul mercato. Quale posizionamento volete costruire per il brand nel womenswear internazionale?
L’obiettivo non è alzare artificialmente il prezzo o allontanarsi da chi già ci sceglie. Vogliamo essere presenti nel womenswear contemporaneo con una proposta riconoscibile, ben costruita e accessibile. B.GLAM ci consente di affiancare ai nostri partner storici multibrand più orientati alla moda donna, raccontando un lato di Blauer che finora era meno visibile.
C’è anche un elemento di libertà molto forte: colori, mix, sovrapposizioni, capi tecnici accostati a elementi più glamour. Che idea di donna c’è dietro B.GLAM e quanto questa donna rappresenta oggi l’evoluzione della cliente Blauer?
La donna B.GLAM non è definita da un’età. Può avere 25 o 45 anni, lavorare, viaggiare e uscire, ma soprattutto vuole sentirsi libera di usare i capi tecnici in modo personale. Non cerca un guardaroba solo sportivo e non vuole scegliere tra comodità e femminilità. In questo senso rappresenta un’evoluzione naturale della cliente Blauer: più consapevole del proprio stile e aperta a combinazioni meno prevedibili.
B.GLAM è il progetto più sperimentale, ma arriva all’interno di una SS 27 donna che sembra voler ampliare ulteriormente il vocabolario del brand. Quali sono, nel resto della collezione, le direzioni che considerate strategiche per il futuro del womenswear Blauer?
Nella main collection continueremo a far crescere il womenswear a partire dall’outerwear e dalla funzionalità, sviluppando materiali, pesi e proposte che rendano il guardaroba più completo e utilizzabile. B.GLAM non verrà trasferita letteralmente nella collezione principale; il suo ruolo è anche quello di mostrarci nuove possibilità di styling e costruzione. La direzione strategica è ampliare l’offerta donna con continuità, mantenendo sempre la chiarezza e l’immediatezza che appartengono a Blauer.
Se guardiamo ai prossimi anni, quanto può diventare importante il womenswear per Blauer? B.GLAM è un progetto isolato, una sorta di laboratorio, oppure l’inizio di un percorso destinato a cambiare progressivamente il peso e il ruolo della donna all’interno dell’universo Blauer?
Il womenswear è già una componente rilevante del business, con un’incidenza di circa il 45% nella main collection, e vogliamo portarla al 50%. B.GLAM resterà un laboratorio di ricerca e sperimentazione autonomo, con continuità stagionale e una maggiore libertà creativa. Non è un episodio isolato: contribuisce ad allargare il ruolo della donna nell’universo Blauer, senza alterare il dna della collezione principale.







