Ci sono strade che qualcuno ha già tracciato e altre che, invece, devono ancora essere aperte. È attorno a questa idea che si è sviluppata la quinta edizione di “Aprire la Strada – Donne che lasciano il segno”, l’evento ospitato il 17 settembre da Nice a TheNicePlace, nel quartier generale di Oderzo, in provincia di Treviso.
Realizzata in collaborazione con Insieme per Vincere e A2 Sport, l’iniziativa ha portato al centro del confronto il ruolo delle donne nella società e nel lavoro, partendo dalle esperienze di quattro protagoniste provenienti da mondi diversi: impresa, sport, arte e diplomazia.
Perché parlare di parità di genere significa anche raccontare le persone che, attraverso le proprie scelte, hanno contribuito ad allargare il perimetro delle possibilità.
Quattro percorsi, un unico filo conduttore
Sul palco di TheNicePlace si sono alternate Maria Cristina Piovesana, presidente di Alf Group S.p.A.; Deborah Compagnoni, tre volte campionessa olimpica e tre volte campionessa del mondo di sci; Simona Atzori, pittrice, ballerina e scrittrice; e Francesca Toninato, diplomatica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
A guidare il confronto è stato Davide Zecchinello, content creator, sport manager e atleta.
Professioni, esperienze e storie personali molto diverse, unite da una domanda comune: quali sono gli ostacoli che ancora oggi possono condizionare il percorso di una donna e cosa significa, concretamente, scegliere di superarli?
Leadership e autodeterminazione sono stati alcuni dei temi emersi durante l’incontro, insieme alla capacità di ripartire e alla libertà di costruire il proprio percorso senza aderire necessariamente a modelli già definiti.
Le testimonianze hanno mostrato come cultura, rappresentazione e accesso alle opportunità possano incidere profondamente sulle possibilità individuali e professionali. Un tema che riguarda anche, e soprattutto, le nuove generazioni: aprire una strada significa infatti renderla più visibile e accessibile anche a chi verrà dopo.
TheNicePlace, uno spazio aperto alla comunità
L’evento si inserisce nella volontà di Nice di fare di TheNicePlace non soltanto uno spazio dedicato alla vita aziendale, ma anche un luogo di incontro, dialogo e confronto con il territorio.
Una prospettiva che riflette una concezione della sostenibilità che va oltre la dimensione ambientale e comprende le relazioni, l’inclusione e la crescita delle persone e delle comunità.
“La parità di genere non è un tema che riguarda solo le donne: riguarda la qualità della società e delle organizzazioni che vogliamo costruire”, ha commentato Lauro Buoro, fondatore e presidente di Nice. “Come impresa abbiamo la responsabilità di contribuire a creare contesti in cui competenze, talento e possibilità di esprimersi non siano condizionati da stereotipi o barriere culturali.”
Per Buoro, aprire TheNicePlace a esperienze e testimonianze di questo tipo significa trasformare il confronto in consapevolezza e la consapevolezza in una possibilità concreta di cambiamento.
Un approccio condiviso anche da Gianni Gabatel, presidente di Insieme per Vincere, che ha sottolineato il valore delle esperienze come strumento per modificare lo sguardo sulle possibilità e sui limiti, soprattutto tra le nuove generazioni.
“Questo evento nasce dalla convinzione che le esperienze possano contribuire a cambiare il modo in cui guardiamo alle possibilità, ai limiti e alle opportunità. In questi cinque anni abbiamo incontrato storie molto diverse, capaci di generare consapevolezza e offrire nuovi punti di vista, soprattutto alle nuove generazioni. Portare avanti questo percorso insieme a Nice significa continuare a creare occasioni di confronto che possano lasciare un segno concreto nella comunità”, ha aggiunto Gianni Gabatel presidente di Insieme per Vincere.
Quando lo sport diventa una strada verso l’emancipazione
La parte finale dell’incontro ha spostato il focus su una storia in cui lo sport diventa uno strumento di cambiamento sociale.
Protagonista Luca Amadessi, ideatore di “A Goal to Dream”, progetto nato per sostenere lo sviluppo del calcio femminile in Pakistan. Attraverso il racconto dell’iniziativa e del libro Tu non voltarti, scritto insieme a Lorenzo Riviezzo e arricchito dalla postfazione di Giorgio Chiellini, è emersa la realtà di un Paese in cui anche la possibilità di praticare sport può rappresentare un passo verso una maggiore autonomia e nuove opportunità.
Una storia che amplia il significato del concetto di “aprire la strada”: non soltanto superare un ostacolo personale, ma contribuire a creare condizioni diverse per chi quella strada ancora non può percorrerla.
Quasi 100.000 euro raccolti in cinque edizioni
L’appuntamento si è concluso con un momento dedicato alla solidarietà e alla restituzione del percorso costruito dall’iniziativa negli anni.
In cinque edizioni, “Aprire la Strada” ha raccolto quasi 100.000 euro, destinati a sei realtà impegnate in ambiti differenti: 19 Azzurrini Academy, Real Eyes Sport, A Goal to Dream, Camminare per la Vita, LILT e ADVAR.
Tra queste, ADVAR occupa un posto particolarmente vicino a Nice: l’azienda ne sostiene da anni le attività a favore delle persone con malattie inguaribili in fase avanzata o terminale, attraverso servizi di cure palliative e assistenza.
Il risultato è un evento che parte dalle storie individuali per arrivare a una dimensione collettiva. Perché lasciare un segno non significa necessariamente essere i primi a percorrere una strada: a volte significa semplicemente fare in modo che, dopo di noi, quella strada sia un po’ più larga.