Venezia, una passeggiata senza fretta, due amici che parlano di vita, basket e futuro. È da qui che nasce Evenu, il progetto sneaker fondato da Valerio Mazzola e Bruno Cerella, due giocatori professionisti che hanno trasformato un’esigenza personale in una nuova partita imprenditoriale.
L’idea nasce da una necessità concreta: trovare una sneaker capace di unire estetica, comfort e versatilità, anche per chi porta numeri difficili da trovare sul mercato. Ma quella ricerca personale si trasforma presto in qualcosa di più ampio: la volontà di creare un brand inclusivo, capace di mettere al centro equilibrio, partecipazione e senso di appartenenza.
Nato ufficialmente nel 2022 e arrivato sul mercato nel 2026, Evenu entra nel mondo delle sneakers con una strategia precisa: meno quantità, più identità. Un solo modello al debutto, sviluppato in diverse colorazioni, prodotto interamente a Montegranaro e accompagnato da una narrazione che intreccia cultura italiana, sport e artigianalità. Un percorso costruito con la stessa logica di una squadra: ruoli diversi, competenze complementari e un obiettivo comune.
Accanto a Mazzola e Cerella entra anche Athina Oikonomakou,, imprenditrice con esperienza nel fashion e uno sguardo internazionale, che porta nel progetto una sensibilità diversa e un nuovo punto di vista. Abbiamo incontrato i founder di Evenu per parlare della nascita del brand, della scelta del made in Italy e della nuova partita che stanno giocando nel mondo della moda.

Evenu nasce da un’amicizia prima ancora che da un progetto imprenditoriale. Quando avete capito che quell’idea poteva trasformarsi in un vero brand?
Valerio Mazzola: L’idea iniziale nasceva da un’esigenza molto personale. Portando un numero di scarpe grande, ho sempre avuto difficoltà a trovare una sneaker casual che fosse bella, comoda e versatile. Cercavo un prodotto che potessi indossare ogni giorno, ma anche in occasioni più eleganti. Io e Bruno abbiamo giocato insieme a Venezia e, quando avevamo bisogno di staccare dal basket, andavamo spesso a camminare per la città. Quelle passeggiate erano un momento di libertà: potevamo parlare delle nostre vite, confrontarci oppure semplicemente stare in silenzio. Durante una di quelle giornate gli ho raccontato il progetto che avevo in mente e ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda. Ho pensato a lui perché, dentro e fuori dal campo, mi aveva dimostrato affetto, presenza e lealtà. Avevo scoperto anche il suo lato imprenditoriale: un businessman, ma con il cuore. Sentivo il bisogno di costruire qualcosa che andasse oltre il basket e ho capito che Bruno sarebbe stato il compagno di squadra giusto.
Bruno Cerella: Non è casuale che un brand di sneaker sia nato proprio a Venezia, una città dove ci si muove soprattutto a piedi. Durante quella passeggiata ci siamo chiesti se fosse possibile creare una scarpa fresca, quotidiana, capace di funzionare con un jeans ma anche con un abito, prodotta in Italia e disponibile fino alle taglie più grandi. Chi porta un numero 50 o 51 spesso deve rivolgersi a pochi marchi già affermati e arrivare a spendere cifre molto elevate. Ci siamo chiesti se fosse possibile creare un’alternativa bella, versatile, italiana e più accessibile.
Dal parquet al mondo dell’impresa: quali insegnamenti dello sport avete portato nella costruzione di Evenu?
Bruno Cerella: Lo sport ci ha insegnato che il talento individuale non basta. Servono organizzazione, ruoli chiari, fiducia reciproca e la capacità di lavorare ogni giorno verso un obiettivo comune. È la stessa logica che stiamo applicando alla costruzione di Evenu. Abbiamo cercato di creare una squadra con competenze diverse: Valerio segue il prodotto, il design e il rapporto con la produzione, mentre io mi occupo principalmente della parte finanziaria e amministrativa.
Nel percorso è entrata anche Athina Oikonomakou,, che porta un’esperienza imprenditoriale maturata nel fashion e nel mondo dei gioielli, oltre a una sensibilità internazionale. La sua presenza aggiunge un punto di vista differente e rappresenta bene lo spirito del progetto, nato dall’incontro tra culture ed esperienze diverse.
Il mercato delle sneakers è estremamente competitivo. Quale spazio avete voluto conquistare con Evenu?
Valerio Mazzola: Siamo partiti da una necessità concreta, quella delle grandi taglie, ma non volevamo creare un marchio percepito esclusivamente come specializzato in questo segmento. Evenu nasce per tutti. La proposta donna parte dal 36 e arriva fino al 43, mentre quella uomo dal 40 al 51. L’obiettivo è creare una sneaker nella quale ogni persona possa riconoscersi. Oggi le persone cercano brand con una storia vera alle spalle, prodotti capaci di avere un significato oltre l’estetica. Crediamo nel valore del Made in Italy, nella qualità e nella possibilità di costruire una reputazione nel tempo. Sappiamo che non sarà un percorso veloce. Non vogliamo creare un progetto destinato a un successo immediato, ma un brand capace di crescere con pazienza e coerenza.

Avete scelto di debuttare con un solo modello, sviluppato in diverse colorazioni. Perché questa strategia controcorrente?
Valerio Mazzola: Prima di ampliare l’offerta volevamo costruire un’identità precisa. Un solo modello ci ha permesso di concentrarci sul prodotto e sul messaggio che volevamo trasmettere. Le prime colorazioni raccontano la nascita del progetto. Phōs e Phanes richiamano la luce e l’origine, Chara significa gioia, mentre Elpida rappresenta la speranza. Sono concetti che appartengono al nostro modo di vedere questo percorso. La collezione fall-winter si chiama invece “The Journey”, perché ogni crescita passa anche attraverso momenti complessi. Non esiste un viaggio fatto solo di luce: anche le difficoltà contribuiscono a formarci. La prossima evoluzione sarà Trace, un nuovo modello che significa “traccia”, “impronta”. Dopo la nascita e il percorso che ci ha formato, sentivamo il bisogno di lasciare un segno ancora più forte.
Il nome Evenu racchiude il concetto di “anche tu”. Come si traduce questa filosofia nel prodotto e nel brand?
Valerio Mazzola: Evenu nasce dall’unione di “even” e “u”, ovvero “anche tu”. Racchiude l’idea di equilibrio, uguaglianza e possibilità. È un progetto che nasce anche dalla mia esperienza personale. Per anni non ho trovato una sneaker che mi rappresentasse davvero. Con EVENU ho potuto finalmente dire: “Anche io ho la mia scarpa”. Questo concetto entra anche nella scelta dei nomi delle colorazioni. Non volevamo semplicemente creare varianti estetiche, ma raccontare storie e valori.
Bruno Cerella: Il prodotto è la conseguenza del nostro modo di essere. Questa scarpa e questa azienda rappresentano chi siamo: inclusione, condivisione, energia positiva e attenzione alle persone. Se il profitto fosse stato l’unico obiettivo, probabilmente avremmo fatto scelte diverse. Abbiamo deciso di costruire un’impresa con basi solide e una visione di lungo periodo.
La colorway Masai Mara racconta anche un legame personale e sociale. Come nasce questa storia?
Valerio Mazzola: È stato un piccolo regalo che ho voluto fare a Bruno. Per la Spring Summer 2026 abbiamo creato una colorazione animalier e ho deciso di chiamarla Masai Mara, come il territorio del Kenya dove Bruno opera con la sua associazione Slums Dunk. Volevo raccontare che dietro alle nostre attività ci sono persone, storie e la volontà di generare un impatto positivo.
Bruno Cerella: Il mio percorso sportivo e quello imprenditoriale sono sempre stati legati alla volontà di costruire qualcosa che andasse oltre il risultato economico. Lo sport mi ha insegnato valori che oggi cerco di portare anche nell’impresa. Per noi è importante lavorare con persone che condividano questa visione, perché un progetto così complesso può crescere solo se esiste una base comune.
Montegranaro e il made in Italy sono elementi centrali del progetto. Quanto conta oggi produrre in Italia?
Bruno Cerella: Per noi il made in Italy non è solo una scelta produttiva, ma anche culturale ed emotiva. Conosciamo il territorio di Montegranaro e molte delle persone che lavorano nella filiera. Io sono argentino, ma sono cresciuto ascoltando i racconti dei miei nonni sull’Italia. Quando viaggi nel mondo ti rendi conto di quanto questo Paese sia amato e riconosciuto per il suo saper fare. Ci è stato proposto di spostare alcune lavorazioni all’estero per ridurre i costi, ma abbiamo scelto di rimanere fedeli alla nostra idea. Vogliamo costruire un’azienda autenticamente italiana.
Valerio Mazzola: Quando prendi in mano una Evenu senti che dietro c’è una persona. Una piccola imperfezione non è un difetto, ma la dimostrazione che non è un prodotto completamente industrializzato. Gli artigiani affidano alla scarpa una prima storia. Quando arriva nelle mani di chi la acquista, quella sneaker diventa una pagina bianca sulla quale iniziare a scrivere la propria.
Qual è oggi la strategia distributiva e quale community immaginate intorno a Evenu?
Bruno Cerella: Abbiamo scelto una crescita selettiva. Non vogliamo essere presenti ovunque, ma collaborare con boutique che condividano la nostra idea di prodotto e il nostro posizionamento. Siamo partiti con alcuni retailer in Italia e Grecia, oltre al nostro canale online. Abbiamo scelto di costruire relazioni durature con i partner che hanno creduto nel progetto fin dall’inizio. Stiamo studiando nuovi mercati come Francia, Spagna, Emirati Arabi Uniti e Argentina, con l’obiettivo di crescere gradualmente in Europa.
Valerio Mazzola: Non abbiamo definito un target rigidissimo. EVENU può essere indossata da una persona giovane, ma anche da chi ha 40, 50 o 60 anni. Il nostro pubblico non è definito dall’età, ma da un modo di essere: persone curiose, dinamiche, che amano sport, arte, musica e cultura.

Quali sono gli obiettivi per il futuro?
Bruno Cerella: Il primo obiettivo è continuare a costruire la squadra, consolidare i processi e migliorare ogni area dell’azienda. In questa fase dobbiamo soprattutto continuare a imparare e creare una visione comune.
Valerio Mazzola: Dal punto di vista del prodotto vogliamo introdurre nuovi modelli e consolidare la presenza italiana, guardando anche ai mercati internazionali. Fuori dall’Italia percepiamo molta curiosità verso brand costruiti attorno a una storia autentica e a una forte cultura manifatturiera.
Se EVENU fosse una persona, quali sarebbero i suoi tre aggettivi? E quale sarebbe il suo difetto?
Bruno Cerella: Sarebbe leggera, nel significato più bello del termine. La leggerezza è una qualità importante nella vita. Sarebbe poi allegra e inclusiva.
Valerio Mazzola: Il suo difetto sarebbe l’impazienza. Quando credi profondamente in qualcosa e ci metti tutta la tua energia, vorresti che il mondo lo scoprisse subito. Ma il basket ci ha insegnato ad aspettare. Io e Bruno abbiamo vinto insieme un campionato e sappiamo che i risultati arrivano con il lavoro quotidiano, nei momenti belli così come in quelli difficili. Questa nuova partita ci sta dando tantissimo. E soprattutto ci stiamo divertendo.
