La skincare maschile sta vivendo una nuova stagione. Non è più soltanto una questione di estetica, ma un gesto quotidiano che parla di benessere, consapevolezza e attenzione verso sé stessi. Eppure, per molti uomini, prendersi cura della propria pelle continua a sembrare complicato: troppi prodotti, troppe promesse, routine sempre più elaborate.
Da questa osservazione nasce HBSKN – Hebi Skin, brand italiano che ha scelto di percorrere la strada opposta: togliere il superfluo per restituire centralità all’essenziale. Formule studiate sulla fisiologia della pelle maschile, ricerca made in Italy e un approccio che mette la conoscenza sullo stesso piano del prodotto.

Dietro il progetto ci sono Emanuela Caminiti, founder & ceo, e Francesco Di Geso, founder & presidente, compagni nella vita e nel lavoro, che hanno trasformato esperienze professionali complementari in un brand con un’identità precisa. Li abbiamo incontrati per ripercorrere la nascita di HBSKN, parlare di imprenditorialità, innovazione e di una nuova idea di benessere maschile.

Ogni impresa nasce da una domanda. Qual è stata quella da cui è partito HBSKN?
La domanda è arrivata quasi per caso, al rientro di Francesco in Italia dopo otto anni vissuti in Asia. Lì la skincare fa parte della quotidianità di uomini e donne, senza particolari etichette culturali. Tornando qui, ci siamo accorti che mancava un brand davvero pensato per la pelle e le abitudini dell’uomo contemporaneo. Molti prodotti erano semplicemente adattati da linee unisex o femminili, oppure parlavano agli uomini con un linguaggio fatto di stereotipi. Da lì ci siamo chiesti: perché chi vuole prendersi cura della propria pelle deve scegliere tra prodotti che non lo rappresentano? HBSKN è nato per rispondere a questa esigenza: rendere la skincare semplice da seguire, efficace e compatibile con la vita reale. Più che creare una linea di cosmetici, volevamo contribuire a cambiare il modo in cui gli uomini vivono la cura della propria pelle.
Vi siete conosciuti sui banchi della Bocconi. Quanto della vostra storia personale ritrovate oggi nel brand?
Moltissimo. Ci siamo conosciuti a diciannove anni e da allora abbiamo condiviso un lungo percorso di vita e di crescita professionale. Francesco ha lavorato nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo di nuovi modelli di business. Gli anni trascorsi in Asia gli hanno permesso di conoscere una cultura della skincare molto più evoluta, intuendo che anche in Italia esisteva uno spazio ancora tutto da costruire. Emanuela, invece, ha costruito la propria esperienza nel branding e nella comunicazione, aiutando aziende e startup a definire il proprio posizionamento e a creare relazioni autentiche con il pubblico. Quando è nata l’idea di HBSKN, è stato naturale mettere insieme le nostre competenze. Oggi il brand è la sintesi dei nostri percorsi professionali, ma soprattutto della fiducia e della complicità costruite negli anni. In un certo senso, HBSKN era già presente nella nostra storia molto prima di avere un nome.

HBSKN parla spesso di semplicità. Ma quanto lavoro c’è dietro qualcosa che deve sembrare semplice?
È probabilmente la parte più complessa del progetto. In un mercato ricco di prodotti, ingredienti di tendenza e routine sempre più articolate, noi abbiamo scelto di fare l’opposto: togliere tutto ciò che non era davvero indispensabile. Dietro questa apparente semplicità c’è stato un lungo lavoro di ricerca insieme ai nostri laboratori e dermatologi, che da oltre 17 anni sviluppano formulazioni cosmetiche ad alte prestazioni. Ogni prodotto è stato progettato per rispondere a un’esigenza precisa, evitando sovrapposizioni e complicazioni inutili. Per noi una routine funziona solo se le persone riescono a seguirla ogni giorno. Se un prodotto è piacevole da usare, si assorbe rapidamente e si integra nella quotidianità, allora può diventare un’abitudine. La semplicità è il risultato di un grande lavoro invisibile.
Parlate di “ingegneria della pelle”. È un’espressione insolita: cosa racconta del vostro modo di fare ricerca?
Racconta il fatto che partiamo dalla fisiologia della pelle, non dalle tendenze. La pelle maschile ha caratteristiche specifiche: è generalmente più spessa, produce più sebo, è sottoposta allo stress della rasatura e spesso viene curata in modo discontinuo. Per questo ogni formulazione nasce da un’esigenza concreta e non dall’ingrediente del momento. Le mode cambiano velocemente; la biologia della pelle molto meno. Preferiamo progettare prodotti destinati a funzionare nel tempo piuttosto che inseguire il trend di stagione. Per noi la vera innovazione è costruire formule intelligenti che migliorino davvero la vita quotidiana delle persone.

Prima ancora che un brand di skincare, HBSKN sembra voler costruire una nuova cultura della cura di sé. È questa la vostra sfida più grande?
Sì, probabilmente è la sfida più importante. Sempre più uomini stanno comprendendo che prendersi cura della propria pelle non significa essere vanitosi, ma avere attenzione per il proprio benessere. Tuttavia esistono ancora retaggi culturali che rendono questo gesto qualcosa da giustificare. Noi vogliamo normalizzarlo. La skincare dovrebbe essere percepita come lavarsi i denti o fare attività fisica: un’abitudine semplice, quotidiana e naturale. Crediamo che un brand oggi abbia anche una responsabilità culturale. Può contribuire a cambiare il modo in cui le persone parlano di sé e del proprio benessere, offrendo strumenti e conoscenza, non soltanto prodotti.
Avete investito molto nell’educazione, con strumenti come Skin Protocol e The Skin Edit. Perché questa scelta?
Perché un consumatore informato sceglie meglio. La skincare è un settore che genera spesso confusione. Noi volevamo fare l’opposto: aiutare le persone a capire davvero la propria pelle e a costruire una routine semplice ed efficace. Per questo HBSKN non è soltanto una linea di prodotti. Con Skin Protocol accompagniamo gli utenti nella scelta della routine più adatta, mentre The Skin Edit diffonde contenuti basati sulla ricerca scientifica, spiegati in modo chiaro e accessibile. Quando una persona comprende perché utilizzare un prodotto e quali risultati può aspettarsi, nasce un rapporto di fiducia molto più forte. Per noi questa è la vera innovazione.
In un mercato che corre veloce, voi avete scelto di rallentare. Qual è stata la rinuncia più difficile?
Rinunciare alle scorciatoie. Avremmo potuto ampliare rapidamente la gamma o inseguire i trend del momento, ma avremmo rischiato di perdere la nostra identità. Abbiamo preferito investire nella ricerca, nella qualità delle formulazioni e nella costruzione di un brand credibile, anche se questo significava crescere più lentamente. In un mercato che premia la velocità, noi abbiamo scelto la coerenza. È una strada più lunga, ma siamo convinti che sia l’unica capace di costruire fiducia nel tempo.
Made in Italy, ricerca, sostenibilità. Oggi queste parole rischiano di diventare slogan. Per voi cosa significano davvero?
Significano fare scelte consapevoli ogni giorno. Abbiamo deciso di sviluppare e produrre HBSKN interamente in Italia perché crediamo nella qualità della ricerca cosmetica italiana e nel valore della filiera. Essere Made in Italy, per noi, non è un’etichetta da esibire, ma un impegno verso l’eccellenza. Lo stesso vale per la sostenibilità. Packaging essenziale, riduzione degli sprechi e la collaborazione con Treedom sono parte di una visione più ampia: costruire un’impresa responsabile, capace di creare valore non solo attraverso i prodotti, ma anche attraverso il modo in cui vengono realizzati.
Tra dieci anni, quando qualcuno racconterà la storia di HBSKN, quale sperate sia la prima cosa che dirà?
Ci piacerebbe che dicesse che HBSKN ha contribuito a cambiare il modo in cui gli uomini vivono la skincare. Se un ragazzo di vent’anni e un uomo di sessanta considereranno naturale dedicare qualche minuto alla cura della propria pelle, senza sentirsi giudicati o fuori posto, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo. Il successo, per noi, non si misura soltanto nella crescita del business, ma nella capacità di lasciare un cambiamento culturale. Se saremo riusciti a rendere la cura di sé un gesto semplice, quotidiano e consapevole, allora avremo costruito qualcosa che va ben oltre un brand.